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Abitazione Principale

IMU

Nella definizione di abitazione principale l’Imu si differenzia sostanzialmente dall’Ici. Infatti prevede che per abitazione principale  “si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente” mentre per l’Ici per abitazione principale si  intende “quella nella quale il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente” e “salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica”.
La definizione IMU risolve in maniera sostanziale due aspetti critici, risolti dalla giurisprudenza della Cassazione, che aveva suscitato la definizione ai fini Ici. Il primo riguarda il riconoscimento di abitazione principale, che la Cassazione aveva  definito possibile, di una abitazione costituita da due o più unità immobiliari urbane accatastate separatamente. Per l’IMU l’abitazione principale deve essere iscritta unitariamente a catasto. Il secondo riguarda il possesso di più  abitazioni principali da parte di un unico nucleo famigliare (marito e moglie non legalmente separati ed eventuali figli minori) i cui componenti abbiano residenze diverse. In questo caso la Cassazione non aveva riconosciuto la possibilità per un unico  nucleo famigliare di avere più abitazioni principali.
La definizione di abitazione principale della normativa IMU sembra invece consentire il possesso di più abitazioni principali da parte di un unico nucleo famigliare in quanto prevede il requisito della residenza anagrafica del possessore come unico  requisito identificativo.
La normativa Imu non prevede alcuna assimilazione all’abitazione principale. Pertanto, a differenza dall’Ici, risultano soggette al pagamento dell’Imu:
gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, assegnati a soci che li adibiscono  ad abitazione principale (art. 8, comma 4, del D. Lgs. n. 504 del 1992);
gli immobili degli “Istituti autonomi case popolari” regolarmente assegnati (art. 8, comma 4, del D. Lgs. n. 504 del 1992);
la casa coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato, in sede di separazione o divorzio. In questo caso, va ricordato che l’equiparazione a vantaggio del coniuge non assegnatario vale a condizione che questi non possieda l’abitazione  principale nello stesso comune ove è ubicata l’ex casa coniugale (art. 6, comma 3-bis, del D. Lgs. n. 504 del 1992).
la casa dei cittadini italiani residenti all’estero, non locata.
l’abitazione principale concessa in uso gratuito a parenti, precisando nella delibera il grado di parentela (art. 59, comma 1, lett. e, D.Lgs. 446/97)
l’immobile appartenente ad anziani e disabili residenti in istituti di ricovero purchè non locato (art.3, comma 56, legge 662/1996)
Questa differenza determina alcune conseguenze sui contribuenti che possono avere effetti di difficile soluzione, come il pagamento dell’Imu da  parte degli Enti, comunque denominati, che gestiscono alloggi popolari.

 
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